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Stefano Cigana - Genialità Irriverente!

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URLOPOP – Ciao Stefano, svela ai lettori di Urlopop dove ci troviamo.

STEFANO – Ci troviamo nello studio della Venetia Communication dove nascono tutte le mie idee.

URLOPOP – Raccontaci qualcosa di te.

STEFANO – Sono nato e cresciuto a Motta di Livenza, sono mottense DOC. Sono leone, ascendente capricorno. Ho trentasette anni ed è da ventiquattro anni che faccio il PR. Ho iniziato in locali notturni a tredici anni nella discoteca FINIMONDO che era qua a Motta di Livenza, lì facevo il promoter. Iniziai a lavorare perchè avevo bisogno dei soldini per prendermi il motorino. Ho incominciato la domenica pomeriggio, poi un anno o due dopo ho iniziato con i sabato sera. Nel giro di poco tempo ho capito che il mondo delle pubbliche relazioni e dell’ intrattenimento notturno avrebbe avuto uno spazio importante nella mia vita, perché riuscivo a relazionarmi ed esprimermi molto bene con la gente. Diciamo che in quel periodo era importante avere un po’ di soldini in più, soprattutto se consideri che provengo da una famiglia legata al pensiero “se vuoi qualcosa te lo devi guadagnare”.

URLOPOP – La tua famiglia è una famiglia normalissima?

STEFANO – Si vengo da una famiglia di emigranti. I miei genitori sono andati a lavorare in Svizzera, hanno lavorato là per circa quindici anni, poi sono tornati in Italia ed hanno investito i loro guadagni in terreni e proprietà. Il guadagnarsi le cose è stata una parte fondamentale della mia educazione. Ti dirò di più, io sono un po’ fuggito da tutto ciò, avendo un carattere come il mio non è stato semplice avere una educazione rigida!

URLOPOP – Sei figlio unico?

STEFANO –No, ho un fratello più grande, siamo agli estremi opposti. Lui ha il carattere come l’hanno sempre voluto i miei, io invece no. Ero la pecora nera della famiglia. È stato difficile avere un rapporto con la mia famiglia, perché ho percorso una strada che era faticosa da accettare per i miei genitori, il fatto che lavoravo di notte ed ero sempre in giro. Loro volevano un percorso ordinario, il diploma, un lavoro sicuro..

URLOPOP – Che studi hai fatto?

STEFANO – Sono perito meccanico, che non c’entra assolutamente niente con quello che faccio tuttora. Però ho finito il mio percorso di studi superiori, sono anche andato a lavorare in un industria pur di vedere contenti i miei genitori. Con i soldi che prendevo facendo il PR e realizzando i bigliettini per le discoteche con il collage o con i primi Apple preparati il sabato pomeriggio presso le tipografie, mi sono pagato gli studi da privatista per fare la scuola di grafica. Ho lavorato sempre nell’ambiente della grafica di giorno per quanto riguarda il disegno tecnico. Ho lavorato nel mondo della notte fino a due anni fa, quando è nato il marchio Pakkiano.

Sempre per il mio lavoro di grafico, sono andato a Milano per partecipare al concorso per il design di un etichetta di birra.
Devi sapere che è normale per i grafici partecipare a dei bandi di concorso. Ho presentato il mio progetto a questa azienda dove non guadagni soldi, non ti pagano nemmeno, però se ti riesce e ti selezionano ti fai un portafoglio clienti, e questo è il giochetto del cazzo che fanno le grandi aziende per avere grafiche ed idee a costo zero. Purtroppo fanno così!

La mia esperienza di notte è servita, perché anche in questo contesto io non sono sceso a compromessi. Quandoho partecipato a questo “bando”, la controparte si aspettava il solito grafico che viene ad elemosinare ed erano pronti a fare il solito giochetto per accaparrarsi le idee a costo zero. Ti dirò di più, con questa agenzia avevo già lavorato, ho trovato non il proprietario storico, ma il figlio. Un classico snob fuori da ogni schema, che con me non hanno un gran feeling- Praticamente mi ha tirato il progetto in faccia, mi ha chiesto di dove ero, e gli ho detto che ero della provincia di Treviso la terra del radicchio, così ho valorizzato il mio territorio. Lui mi rispose che il mio progetto era troppo pacchiano per il loro studio. Mi ha dato del provincialotto, così io in maniera molto pacchiana ed irriverente l’ho mandato a fare in culo. L’ho mandato a quel paese e sono rientrato dopo questa giornata tremenda e dopo il viaggio a Milano dopo aver perso tempo e soldi. Tornando in dietro pensavo a questa cosa del pacchiano ed all’altezza di Padova, pensavo tra me e me “a questo ragazzino gli avrei fatto fare la fine che gli faceva fare Felice Maniero a quelli che gli rompevano i coglioni”. È così che mi è venuta l’idea di Felice Maniero della Mala del Brenta.
La sera tonato a casa mi sono sfogato, come tante volte accadeva, ho buttato tutto fuori attraverso un disegno, ho pensato come arrivare alla fine del mese l’ennesima volta e ho disegnato questa T-shirt. L’ho pubblicata subito sul mio profilo Facebook. Ha avuto un successo tremendo.
L’accoglienza del pubblico è stata molto buona, poi ci sono state le pressioni delle tv, associazioni e dai legali dello stesso Maniero. L’unico che poteva mettere fine a questa eventuale produzione era Maniero perché era la sua immagine, però alla fine lui è stato più permissivo del resto dei media.

URLOPOP – Ma alla fine la maglietta non è uscita?

STEFANO – No, non è stata nemmeno venduta perché questi benpensanti mi avevano già messo in condizione di non produrre. Finita questa parentesi di Maniero, ho pensato cosa fare dell’idea di Pakkiano, ormai era nato un brand che ha spaccato il mercato. Perché sono andato a prendere una fetta di clientela che non è ne alla moda ne di alta borghesia. È da lì che è nata l’irriverenza. E per irriverenza io intendo andare contro tutto ciò che è sacro. Solitamente il termine viene utilizzato quando si và a screditare un immagine sacra legata prettamente alla religione. Io non sono partito dalla religione, io sono partito col dissacrare tutti i canoni della moda le abitudini del quotidiano che ci sono state imposte.

URLOPOP – Ti ricordi dove ci siamo incontrati l’ultima volta - alla mostra del cinema? Ti sei divertito?

STEFANO – Si, quella sera mi sono divertito moltissimo è stata un’esperienza unica.

URLOPOP – Ci hai raccontato della prima maglietta, ma dopo cosa hai fatto? Hai avuto qualcuno che ha creduto nel tuo progetto e ti ha sostenuto?

STEFANO – Economicamente ho fatto tutto da solo con il mio portafoglio! Devo ringraziare per l’aiuto delle persone che hanno collaborato con me al progetto, tutte persone di qua, della mia terra. Sono stato molto corretto con loro, ho detto senza giri di parole che questa è la mia idea, non so se funzionerà, però se và ce ne per tutti, se invece non va restiamo fuori con le spese! Mi hanno dato una mano tutti.

URLOPOP – E dopo la prima maglietta cosa hai fatto?

STEFANO – Ho deciso di creare degli slogan in dialetto Veneto.. Ora non me li ricordo nemmeno tutti quanti. Hanno avuto un appeal locale, la gente ci rideva su, perché ero quello che ha fatto le magliette su Maniero.
A quel punto per rendere noto al pubblico il nuovo brand non bastavano più i social network, la gente deve toccare con mano il prodotto. Allora i miei 24 anni di esperienza come PR sono tornati utili organizzando il tour di Pakkiano nei locali per promuovere il brand.

URLOPOP – Potresti dirci quale è stato il primo locale che ha creduto nel tuo brand?

STEFANO – Il primo locale che ci ha creduto è stato il Max Max di Caerano … in Particolare il mio amico Marco Badoer, attuale AD della discoteca.

URLOPOP – E dopo la presentazione è iniziata la produzione?

STEFANO – La produzione era già in corso, però lavoravo con pochi capi.

URLOPOP – E adesso?

STEFANO – Adesso la cosa è molto più grande, non posso darti i numeri. Però mi hanno permesso di coinvolgere delle stiliste che hanno lavorato nell’alta moda, perché io sono un grafico, posso seguire la comunicazione, la creatività, il disegno, il gusto se vogliamo ma no sapevo come si faceva ad unire tutto questo su un capo realizzato da zero .

URLOPOP – Dove possiamo acquistare i tuoi prodotti?

STEFANO – Ora ci sono quaranta punti vendita, nel triveneto oltre che online. Siamo presenti a Mumbai in India, a Marbella ed Ibiza e prossimamente ci saranno di sviluppi più a nord, ma non posso darti delle anticipazioni....Per dare visibilità al brand non bastavano più le discoteche, ho capito che dovevo fare delle incursioni artistiche. Per presentare il brand in Spagna sono salito sulla statua di Salvador Dalì e gli ho messo la T-shirt. Adesso i cari amici della Moncler hanno fatto qualcosa di simile, si sono ispirati sicuramente a quel mio atto.

URLOPOP – Qualcuno di quelli che ti inizialmente snobbato ti ha ricontattato dopo?

STEFANO – Tutti, non solo di pochi anni fa, ma anche più addietro..

URLOPOP – C’è stato qualcuno che ha ammesso di averti sbattuto la porta in faccia ingiustamente?

STEFANO – Si, c’è stato qualcuno, ma io alla fine perdono ma non dimentico. Anzi, mi volevano vedere morto, impiccato in piazza. Perché mio modo di operare sul mercato mi ha sempre permesso attraverso la creatività, le idee e un po’ di coraggio e di follia di essere sempre sul pezzo.

URLOPOP – So che anche tu hai partecipato alla mostra del cinema non solo come spettatore. Che cosa hai fatto, che hai presentato?

STEFANO – Forte delle incursioni mediatiche, ho presentato il nostro spot pubblicitario di Pakkiano contro la lapidazione. Attraverso questo spot noi abbiamo voluto lanciare un messaggio di libertà. Il fatto che una donna venga salvata dalla lapidazione perché veste Pakkiano è in maniera irriverente un modo per lanciare un messaggio di libertà perché bisogna abbandonare il bigottismo che porta magari ad essere troppo legati alla religione.

URLOPOP – Però non puoi negare che lo spot è stato volutamente creato per provocare.

STEFANO –Sono un uomo di marketing, non faccio ormai le cose a caso. Molti hanno chiesto come è possibile fare uno spot del genere. Io sono il prodotto di quello che è la società contemporanea. Io non provengo ne dalla bibbia ne dal corano, sono un creativo che proviene dai social network. Ho utilizzato quello che il pubblico vuole tutti i giorni. Cioè l’evento-avvenimento che fa shock, che fa notizia. Perché se io avessi messo Topolino che si fuma una sigaretta non sarebbe stato lo scandalo, almeno oggi.Molte aziende si sono ispirate alla mia filosofia. Per esempio una famosa azienda che produce jeans in India ha fatto uno spot dove una ragazza viene salvata dalla violenza carnale perchè non riescono a toglierle i jeans. Non sempre conta il contenuto, bisogna vedere anche come è realizzato lo spot.
arriviamo alla mostra del cinema, io in quei 10-15 giorni nei quali siamo andati forte sui giornali, ed abbiamo fatto un milione di visualizzazioni sul web. praticamente ho diviso il mondo del web, la cosa cha ha fatto più scalpore è il fatto che sono intervenuti degli esponenti del PD. Ti immagini esponenti politici italiani che invitano a boicottare un azienda interamente italiana. Allora il caso è diventato politico, e allora ho detto andate e moltiplicatevi, nel senso distruggetevi pure tra di voi.

La cosa era uscita ormai da quello che è il lavoro di Pakkiano. È stato presentato il video spot è questo è stato il punto di svolta del mio lavoro. Il video è stato presentato alla mostra del cinema di Venezia come lo spot video shock del 2014, e lo spot è stato realizzato dalla Venetia Communication, che è la mia azienda. Su Cubik TV una piattaforma televisiva social, completamente diversa dalle televisioni normali, completamente online ha un target medio alto, non parliamo di tv di massa. Ci sono programmi di cultura, serie televisive, che prima di arrivano in esclusiva su Cubik. È una nuova alba economica. Cubik lavorando con l’ANSA mi ha permesso di completare quello che è la struttura mediatica dello studio.

Siamo l’unico studio nel nordest che realizza la comunicazione la creatività e collabora con le maggiori piattaforme social. Questo ci permette di prendere il cliente creare la comunicazione e metterla direttamente nella grande massa. Noi siamo il primo studio a lavorare con Cubik TV e di conseguenza anche con ANSA.
Pakkiano è stata la svolta che mi ha permesso di buttare fuori l’esperienza di 24 anni. Ho sempre detto alle aziende che bisogna investire nella comunicazione, e loro niente! niente! Niente! Non serve adesso e non servirà nemmeno tra dieci anni. Invece oggi mi stanno dando ragione. … e posso permettermi di scegliere con chi lavorare

URLOPOP – Ti sei divertito alla mostra del cinema?

STEFANO – Si, perché l’ho vissuta diversamente questa volta… da partecipante e non da spettatore.

URLOPOP – Che cosa cè nel futuro di Pakkiano?

STEFANO – Ci sarà una nuova collezione be-irriverent! Andiamo un po’ ad internazionalizzarci … Tutto il modo sarà un po’ Pakkiano .

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Stefano